domenica 2 marzo 2008

L'immondizia fa riflettere




Napoli è l'emblema di una tragedia studiata a tavolino per arricchire politici sciacalli, luridi industriali e infami che infangano la categoria dei medici dichiarandosi tali. Come il disgustoso Veronesi, per esempio, che nella sua Fondazione ha come partner:
ACEA - multiutility con inceneritori, ENEL - centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare, VEOLIA Environment - costruzione inceneritori. Lui e tutti quelli che non dicono quanto gli inceneritori generino Tumori a go-go e ne incentivano la costruzione per interessi personali a discapito della vita della gente.

Quando vedo tanta immondizia comincio a guardarmi attorno e a diventare diffidente. Da noi al Desusino se ne vede parecchia, cumuli sparsi qua e la per il territorio di Butera, oltre che nella ex-spiaggia. Discariche abusive, magari di modeste dimensioni, ma pur sempre discariche.
Se state già pensando che sono in preda al delirio e alla paranoia vi devo purtroppo invitare a leggere il Rapporto Ecomafia 2001 di Lega Ambiente.
Il nostro amato Desusino appare tristemente a pag. 112:

Di giorno stabilimento balneare, di sera discarica di rifiuti urbani. Questa la doppia funzione di un piccolo residence privato in contrada Desusino lungo il tratto di costa tra Butera e Gela.

Già che ci tocca di abbronzarci all'ombra di un petrolchimico che produce una gran quantità bambini con malformazioni congenite e di chili tumori ,credo che valga la pena di informarsi meglio! Specie in vista di elezioni incostituzionali, informatevi, vi prego!
Si stanno formando liste civiche in tutta Italia...informatevi, informatevi e informatevi.
Non lasciamo che si vendano la nostra vita e quella dei nostri figli.


sabato 1 marzo 2008

Combattere i Mulini a Vento



Scusate l'assenza, ma combattere i Mulini a Vento stanca.
Non abbandono mai le mie battaglie, sono testardo come il mulo che aveva mio Nonno Vincenzo.
E' solo questione di tempo e di energie... purtroppo quella del Desusino non è l'unica che affronto e ogni tanto cado a pezzi.
"Barcollo ma non mollo" e anche zigzagando me ne vado in giro a testa alta e con la coscienza a posto.
Voi? come state?
Sono stato contattato da alcune persone molto care. Non fanno parte della compagnia con cui di solito passo l'estate, questo mi rende felice, ma il fatto che (eccezioni a parte) quelli che sento lamentarsi abitualmente non mi aiutino mi amareggia.
Salutatemi le vostre coscienze!
Pubblico la lettera che mi ha inviato Sergio...grazie!

"Caro Enzo,
scrivo CARO anche se non ti conosco, perché penso che persone come te siano preziose! Ho apprezzato molto il tuo blog (che mia moglie navigando ha trovato) e lo dico con la stessa convinzione che le tue immagini e le tue parole trasmettono. Io ancora non AMO Desusino come te perchè lo frequento e l'ho scoperto da appena un anno. Penso che se iniziamo a sensibilizzare (che brutto e abusato termine!) le "autorità" competenti forse riusciremo, con un po' di ottimismo e ... qualche firma, ad ottenere qualcosa; ma ... ahimè i comportamenti "buzzurri" e coloro che tutto sommato in quel contesto di degrado e soprattutto di mancata valorizzazione ci si adagiano e ci stanno bene perché ABITUATI o ASSUEFATTI, CARO AMICO, non potremo cambiarlo!! :-(( Da quel che ho capito tu non abiti in Sicilia e quindi non potremo che incontrarci in estate; ma teniamioci in contatto e continuiamo a scambiarci opinioni che possano diventare fatti concreti."

lunedì 28 gennaio 2008

La prossima vittima dell'abbandono











Indovinate chi sarà la prossima vittima dell'abbandono?
Oltre che dalle trappole, la strada principale della Contrada Desusino è caratterizzata da evidenti segni di cedimento.
Se il mare agisce indisturbato sul muro del piazzale, la terra sottostante all'asfalto ha deciso pian piano di emigrare verso il canale artificiale nel quale non si capisce ancora bene che acque vengono raccolte e accompagnate verso il mare.
Così anche la strada, come il piazzale, ha intrapreso il suo percorso verso la fine della sua esistenza... ma in questo caso però l'intervento dell'uomo è ben visibile e sembra mirato ad accorciare la sua agonia.
Quando ero bambino quella strada non c'era. Per arrivare in spiaggia si percorreva una stradina sterrata che attraversava uno splendido canneto.
Se fossi sicuro che la natura, ignorata, si riprendesse i suoi spazi non sarei così avvilito, ma sono le tracce che lascia l'uomo a scoraggiarmi.

mercoledì 23 gennaio 2008

DESUSINO SOTTOPOSTO A SPECIALE TUTELA











Ho passato diverso tempo a studiarmi il materiale che ho raccolto in questo mese di blog. Cercavo di capire da dove incominciare a sbrogliare la matassa. Ricercando qua e la, mi sono imbattuto in un documento della Commissione Provinciale per la tutela delle Bellezze Naturali e Panoramiche della Provincia di Caltanissetta del quale vi riporto le cose che mi hanno destabilizzato un po':

...L’area in esame, interessata dalla proposta di vincolo, comprende l’intera fascia costiera compresa tra le
zone già dichiarate di notevole interesse pubblico costituite dalle località di Manfria (D.A. n.15 del 21/1/1987), in
territorio di Gela e del castello di Falconara ed adiacenze (D.A. n. 1431 del 9/7/1988) in territorio del comune di
Butera.
La necessità di saldare le aree suddette, con una semplice estensione dei preesistenti vincoli paesaggistici,
risulta particolarmente opportuna in presenza di una crescente pressione antropica (zona P.I.P. del comune di
Butera, progetti per insediamenti turistico-alberghieri, tunnel per colture ortive, abusivismo edilizio, svincolo SSV
Caltanissetta - Gela, ecc.) che, ove diversamente non contrastata e normata, rischierebbe di compromettere un tratto di spiaggia, sicuramente singolare nel panorama costiero siciliano, caratterizzato dallo straordinario spettacolo
offerto dalle dune di c.da Desusino, ancora meritevole di essere sottoposto a speciale tutela...

(testo completo del verbale)
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/soprintendenze/caltanissetta/Verbale%2046_22_9_05.pdf


Dunque, se capisco bene il nostro territorio è sottoposto a tutela da vent'anni.
Due anni fa, dopo un sopralluogo, questi Signori tornano a casa convinti di aver visto delle dune e spettacoli straordinari, decidono che che si tratta di un luogo "ancora meritevole" di essere messo a speciale tutela e con una "semplice estensione dei vincoli preesistenti" risolvono il problema.


...Si ritiene, per quanto esposto in precedenza, che questo lembo di costa, stagliato tra le colline di Butera a
nord e le due “sentinelle” del castello di Falconara e della torre di Manfria agli estremi, rispetto ai quali costituisce
un unicum per peculiarità e continuità ambientale - minacciato però da una limitrofa ed estesa urbanizzazione di
case sparse che insieme alle infrastrutture ed alle serre potrebbero determinare alterazioni e forte degrado – debba essere preservato nella sua identità e continuità di paesaggio marino e rurale insieme. La perdita di naturalità del
paesaggio, infatti, richiede interventi di salvaguardia delle aree ancora libere e degli ambienti naturali, propedeutici
al recupero ambientale, per evitare che precipiti verso modificazioni irreversibili...

...il Presidente invita i componenti della Commissione presenti a procedere alla votazione
sulla proposta in questione, i quali all’unanimità votano favorevolmente...

Allora, sembra che tutti siano d'accordo, bene, noi anche!

Si deve tutelare, intervenire, recuperare, salvaguardare!!!

Come inizio non mi posso lamentare, mi sono procurato diverso lavoro.
Voglio prima di tutto togliermi dei dubbi:

- Questa costa si può ancora considerare di "notevole interesse pubblico"?

- Vent'anni di vincolo paesaggistico che risultati hanno dato?

- E da quando è sottoposta a speciale tutela, cosa si è fatto?

- Può una spiaggia compresa nel territorio in questione sparire anno dopo anno scoprendo e mostrando al "interesse pubblico" pozzi di cemento armato, muri, animali morti e tanta spazzatura?

- La Commissione si è accorta che le decantate dune, le piante a rischio di estinzione e gran parte del paesaggio di cui parlano, non esiste più da anni?

- Cosa hanno fatto, cosa stanno facendo e cosa faranno?

Ho bisogno di risposte, li contatterò e se avrò notizie le pubblicherò immediatamente... tenetevi in contatto.

Per ora ci rimangono degrado, piazzali ridotti come moli in mezzo al mare, reperti di cemento e i villaggi turistici che crescono anno dopo anno, che in questa zona di notevole interesse pubblico e sottoposta a speciale tutela...guadagnano in prestigio!

P.s. vi mostro una foto della ex-spiaggia una trentina di anni fa per confrontarla con la situzione attuale e rimpiangere quel centinaio di metri di spiaggia divorata dal mare.




martedì 15 gennaio 2008

Una volta si raccoglievano le conchiglie...



Mi ricordo quando da bambino andavo a raccogliere le conchiglie sulla spiaggia insieme a mia madre.
All'epoca ne trovavi tantissime, ne ho ancora barattoli pieni.
Scavando in riva al mare spuntavano granchi e telline...la spiaggia viveva.
Oggi puzza di morte.
E' raro trovare qualcosa che non sia spazzatura, pietre, cemento, vetri, pannolini e perché no... qualche animale morto.
In una sola passeggiata ne ho trovati due: un pesce e un gabbiano.
Spero di sbagliarmi, ma non mi pare essere opera di pescatori o cacciatori che solitamente le prede se le portano a casa con orgoglio... e poi solitamente i gabbiani sono bianchi, almeno che il catrame non gli cambi il colore.
Oggi non ho voglia di farmi troppe domande sulle possibili cause, il mio morale è già stato sufficientemente provato.

Degrado e Ignoranza






Degrado e ignoranza vanno a braccetto.
In un orto abbandonato, inevitabilmente, l'erba cattiva prende il sopravvento.
Al DESUSINO capita la stessa cosa e l'ignoranza affiora come ruggine.
Il muro di Butera, una volta, era un punto d'incontro. Ci si dava appuntamento e si passavano serate allegre e spensierate. Ci si sedeva o ci si metteva a cavalcioni, si suonava la chitarra, si scherzava, ci si scambiava idee e opinioni.
Era un luogo di aggregazione
.
Ora si mostra ostile, respinge. Esprime intolleranza (non tollera neanche se stesso).
Sedersi, almeno che non siate fachiri, è impossibile dato che nella parte superiore di ciò che ne rimane ci sono solo pietre appuntite.
Su di esso un IGNORANTE DA NOBEL ha provato a scrivere frasi razziste che è superfluo commentare.
Mi domando solo quanto può essere misera e inutile l'esistenza di un buzzurro che non sa neanche esprimere il suo odio. Uno che non sa come si fa un "s" e scrive insulti stile codice fiscale.
Quanta nostalgia!

domenica 13 gennaio 2008

Muro che cade e muro che cresce





 


Il nostro mare africano ha deciso, in questi giorni, di scoprire altri reperti dell'era di quando la spiaggia c'era. Vi ricordate quel malsano esperimento del Lido Stella Marina?


Se la vostra memoria lo avesse rimosso, rimane comunque un monumento all'orrore abbandonato sulla ex-spiaggia. Ma il peggio non è questo!

Già questa estate avevo notato due ferri che sorgevano dalla sabbia e che mi si stavano conficcando nello stomaco. Ora si può invece vedere parte delle colonne e del muro di ingresso al lido stellare... così se non bastavano i pozzi, ora abbiamo altro cemento armato sul quale fare ferire i nostri bagnanti.
Sembra che il mare abbia voluto darci un'anteprima di come sarà il muro del piazzale.


Dolce & Gabbana sotto il Castello di Falconara

Non è solo una spiaggia ma:

Nel 1994 fu girato uno degli spot pubblicitari più belli.
Chi sa apprezzare la bellezza scelse come location il nostro castello.
Sembra che soltanto chi dovrebbe tutelarlo non si accorga di tale meraviglia.
Oggi, tra quelle scenografie naturali, sorge un lussuoso albergo per VIP (Charming house & resort ****)
a quali mostriamo, privi d'orgoglio, l'incapacità di apprezzare simili tesori.
In Liguria hanno trasformato spiagge di ghiaia e pietre in miniere d'oro, noi miniere d'oro in discariche.
Villeggiamo tra l'immondizia e non dispensiamo da questa neanche i nostri ospiti.

Dai Profumi alla Spazzatura

Dai Profumi alla Spazzatura
Spiaggia di Falconara, Hotel Charming house & Resort ****

Una truffa chiamata ripristino

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