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sabato 22 agosto 2015

UN BAMBINO DI 10 ANNI FINISCE ALL'OSPEDALE CON UN PIEDE SQUARCIATO








L'altro giorno un bambino di appena 10 anni si è ferito ad un piede giocando in acqua al Desusino.
Era in un punto distante dal parcheggio, la dove svetta il pozzo di cui vi ho parlato recentemente, un punto della spiaggia alla quale si accede attraverso strade sterrate. 
Lontano quindi da quel cartello che vieta la balneazione con il quale il Comune di Butera cercherà di lavarsi la coscienza e che userà per difendersi da una probabile azione legale da parte dei genitori del piccolo sfortunato.

In quel punto della spiaggia, sotto le acque torbide del pomeriggio, giacciono i resti di due colonne che nel passato segnavano l'ingresso al Lido Stella Marina e che già nel 2008 chiesi di rimuovere perché da essi sporgevano pericolosamente i ferri dell'armatura del cemento. Oggi sembrano dei piccoli ed innocui scogli e quei tondini di ferro non si vedono più ma purtroppo esistono ancora, almeno in parte. 
Il bambino è rimasto incastrato con un piede ad uno di questi che uncinandolo glielo ha squarciato. E' stato portato al pronto soccorso di Gela dove lo hanno curato e rimandato a casa con una prognosi di 20 giorni e diversi punti di sutura.



Avendo un figlio ho imparato a conoscere meglio i bambini. Sono esseri puri che vanno difesi ad ogni costo e a cui dobbiamo consegnare un mondo degno.

Invece a questo bambino è stata tesa una trappola. L'estate di un bambino è una favola, il mare per un bambino è uno dei sogni più belli ma al Desusino possono diventare incubi.

Se il Desusino non è più un posto sicuro dove fare giocare i nostri figli vuol dire che chi lo amministra ha fallito e se ne deve andare chiedendo scusa, non ci sono alibi, questo fatto è di una gravità inaudita.

Caro Luigi Casisi Sindaco di Butera (dal 2007), sono 8 anni che ti chiedo aiuto segnalandoti tutti i pericoli che la noncuranza della tua politica continua a a far nascere nella nostra contrada, ma non dai segni di vita. Documentando i fatti, come faccio da tempo però non ti permetto di sfuggire dalla verità e dalle tue responsabilità. Quindi puoi difenderti come vuoi, dire che il tuo dovere finisce mettendo un cartello, ma non sarà sufficiente a cancellare le conseguenze delle tue mancanze. Intanto non conoscendo il territorio che amministri (come ti dimostrai in passato) non sai che il piazzale non è l'unica via di ingresso alla spiaggia e la tua segnaletica è quindi insufficiente. Poi, se vuoi che la spiaggia sia accessibile devi renderla sicura, altrimenti la chiudi e controlli che nessuno si ferisca. Infine un bambino si è fatto molto male nel tuo territorio, perché tu non hai fatto rimuovere le macerie del Lido così come quelle del muro del piazzale, seminando pericoli in una spiaggia protetta da vincoli paesaggistici-ambientali e di notevole interesse pubblico e che dovrebbe essere fonte di orgoglio e non di guai. 
Difenditi con la "mancanza di risorse del Comune", le stesse che non sei capace di trovare in quanto non all'altezza del ruolo che ti ostini a ricoprire. Ma se sei umano, da stasera avrai qualche problema ad addormentarti sereno, perché la tua coscienza ti ricorderà che quel bambino non doveva concludere così la sua estate e non doveva procurarsi una cicatrice ed uno shock che si porterà dietro per tutta la vita. Mentre cercherai di prendere sonno, ti dirà che alla prossima vittima del degrado in cui fai vivere la tua costa potrebbe avere danni irreversibili... e che aldilà della burocrazia e dei cavilli legali la responsabilità è tua.

martedì 18 giugno 2013

Off-shore poco Off-shore


 L'incubo Off-Shore si abbatte nuovamente sulla nostra costa.
Dopo aver raccolto ogni tipo di "No" possibile sia dalle istituzioni che dalle associazioni cittadine, lo stesso progetto rientra dalla finestra.
La VIA è stata data dal Governo "abusivo" Monti lo sorso 27 settembre 2012 alla Mediterranean Wind Offshore S.r.l. società del Gruppo Termomeccanica con sede a La Spezia. Il Gruppo ha come maggior azionista Intesa San Paolo (37%), la banca amministrata da Corrado Passera fino al giorno prima di diventare Ministro dello Sviluppo Economico del Governo Tecnico che avrebbe salvato l'Italia.
Il Ministro, dopo essersi fatto tirare le orecchie da Travaglio, vende le azioni della Banca per evitare che si parli di Conflitti di Interesse trasformando al limite il tutto in classiche combinazioni all'italiana.
L'Italia non si è salvata e se questo parco eolico così come è pensato vedrà la luce, di sicuro questo lembo di terra e mare non si salverà dall'essere sempre più una zona industriale (come se il petrolchimico Eni a terra e la piattaforma petrolifera più grande d'Europa in mare ben visibile dalla costa non bastassero) anziché il parco naturalistico che era e merita di essere, quello che i vincoli paesaggistici e ambientali dovevano far continuare ad essere e che l'ignoranza invece affossa insieme alle sue potenzialità socio-economiche.




La Mediterranean Wind Offshore propone, anzi ripropone un progetto ormai obsoleto che prende corpo da uno studio commissionato alla Cooperativa Nautilus di Porto Salvo (VV) nel 2004, bocciato nel 2010 e riesumato dunque due anni dopo con due modifiche: il numero di generatori che si riducono da 113 a 38 per amor di pace con Eni e le sue concessioni di sfruttamento petrolifero che non gradisce l'invasione di campo "L'interferenza è stata tuttavia eliminata in accordo con la stessa Eni attraverso una riduzione dell'area di sviluppo" e la posizione delle sottostazioni non più off-shore ma a terra, il che comporterà tra le altre cose anche degli espropri.
Infatti nell'avviso pubblicato il 3 giugno 2013 dalla società si legge:
  • Le opere per la realizzazione degli impianti sono di pubblica utilità, indifferibili e urgenti e per tanto la società richiede l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio per la realizzazione delle stesse.
  • ...il presente avviso costituisce comunicazione di avvio del procedimento ai sensi degli art...etc..etc.
Insomma la frittata è quasi cotta e se c'è proprio una cosa che non mi torna è "l'urgenza" che di solito è la parola magica per rendere tutto possibile, così come ci insegna il "metodo" Protezione Civile del Governo Berlusconi.
Oltretutto lo studio di impatto ambientale è stato prodotto nel 2008 quindi prossimo alla scadenza e salvo magie burocratiche dovrebbe esser rifatto, allora che fretta c'è?

Non è l'eolico in se il problema (anzi ben venga qualunque fonte di energia rinnovabile purché compatibile) ma il modo con cui lo si propone.

Tutti i parchi realizzati in Europa sono stati posti in media a 35 km dalla costa.
E’ stato inaugurato in Portogallo, l’impianto eolico galleggiante WindFloat ed è stato posizionato a 350 chilometri di distanza dalla costa di Aguadoura.
Eppure, nell'isola di nessuno, si pretende di piazzarli a 3810 metri dalla battigia, creando un danno paesaggistico incalcolabile.



E i vincoli naturalistici, ambientali, paesaggistici? Nella Via (Valutazione di Impatto ambientale) del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare sono descritte a pag.3 le acrobazie per evitarli:

  • PRESO ATTO che l'area di realizzazione del parco eolico è posto a circa 5 miglia nautiche dal SIC ITA050008 "Rupe di Falconara", a circa 2,5 miglia nautiche dal ZPS ITA050012 "Torre di Manfria, Biviere e Piano di Gela", a circa 2,5 miglia nautiche dal SIC ITA050011 "Torre di Manfria"a circa 13 miglia nautiche dal ZPS ITA050011 "Torre di Manfria e Macconi di Gela";
  • PRESO ATTO che l'area di interesse naturalistico "Biviere di Gela" è una delle più importanti aree di sosta durante le migrazioni di uccelli acquatici dall'Africa al Nord Europa e fa parte delle zone umida italiana riconosciute dalla Convenzione di Ramsar;
  • PRESO ATTO che è stata predisposta una Valutazione di Incidenza le cui conclusioni sono che " dalle indagini condotte emerge che il Golfo di Gela è interessato dal passaggio di avifauna migratoria. Tuttavia dalle osservazioni sul campo e dalle informazioni disponibili nella letteratura di settore, a livello internazionale, è stato possibile definire che la percentuale di uccelli che si avvicina agli aerogeneratori è quasi nulla."...

La Mediterrenean Wind s.r.l assicura che "numerosi studi confermano che la mortalità da collisione dovuta agli aerogeneratori non è biologicamente significante."

Insomma, sono riusciti a trovare un "non luogo" perfetto, l'unico punto possibile per rovinare il paesaggio e tritare avifauna a norma di legge.

Oltre ai vincoli suddetti va ricordato che questo lembo di terra  ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico per l’art. 142 D.L 42/04 e per l’art. 157/06 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio della Regione Siciliana.
Inoltre sono state dichiarate zone di notevole interesse pubblico il tratto presso la località di Manfria, con Decreto n° 15 del 21 Gennaio 1987, e il Castello di Falconara e le adiacenze in territorio di Butera con Decreto n° 1431 del 9 Luglio 1988. Questo tratto costiero, esteso per circa 20 chilometri, ricade nell’Unità Fisiografica Punta Braccetto-Licata (PAI, 2004).

Ne avranno tenuto conto?

In una pubblicazione, il Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali dell' Università di Catania, spiega il perché dell'erosione che ha fatto arretrare la costa di 65 metri dal 1998 ad oggi:
"Tra le cause è da segnalare la diminuzione degli apporti solidi da parte del Fiume Salso e la realizzazione di opere antropiche che hanno alterato la dinamica litorale. In particolare, l’eccessivo allungamento delle dighe del porto di Licata ha bloccato la deriva litorale privando le spiagge sottoflutto dell’apporto sedimentario, mentre lo spianamento di tratti del cordone dunale per la realizzazione di strutture turistiche e seconde case ha privato la spiaggia del suo naturale serbatoio di sedimenti, aumentando lo stress costiero."

Detto questo, a cosa serve domandarselo se tanto i fatti testimoniano che nessuno ha mai voluto davvero tutelare il bene pubblico, un immenso patrimonio naturalistico, sociale ed economico?
Lay Out del parco dallo studio di impatto ambientale. Senza riferimenti costieri mentre a 3810 mt sorge il Castello di Falconara ma con il nulla che si disperde nel mare infinito!


Il parco eolico off-shore più shore che off pensato così, ha tutte le carte in regola per dare il colpo di grazia alla costa.

Nello studio di impatto ambientale non si riscontrano problemi di nessun genere, sarà come se il parco non esistesse e se ci sarà non ci saranno i problemi ambientali, al limite solo vantaggi.

Ad esempio, i Cetacei? Non ci sono cetacei. Si, forse qualche turista che nuoterà in queste acque per caso resterà disorientato dalle frequenze emesse dalla rotazione delle pale ma se la caverà.

"In ogni caso, anche su animali occasionali di passaggio, il principale disturbo che la centrale potrebbe comportare è di tipo acustico...per la maggior parte di essi c’è stato una sorta di adeguamento alle frequenze indotte...In altri casi la risposta potrebbe essere l’allontanamento dall’area."

Infatti, pare che i generatori produrranno anche rumore ma noi umani non ci faremo caso grazie a quello sovrastante delle onde, (anche con il mare calmo?). Loro lo chiamano "analisi del rumore non significativa" come "non significante è la mortalità dell'avifauna", già ma quanti decibel equivale il  "non significativa"?

Gli uccelli che emigrano dall'Africa verso il Nord Europa? 
Si faranno i cazzi loro e nel caso impazzissero ci saranno dei radar a dissuaderli! Del resto "solo lo 0,9% degli uccelli migratori si avvicina alle turbine" Ma quanti volatili sorvolano il nostro mare?
Secondo il Parere della Regione Siciliana solo nel periodo primaverile febbraio-aprile se ne stimano oltre 45.000, tra i quali esemplari molto rari e/o meritevoli della massima tutela.

Erosione? "Anche nell’ipotesi assurda e falsa di non trascurabilità del fenomeno, una diminuzione dell’energia (onde che si infrangono sui pali ndr) comporterebbe in ogni caso un abbassamento dell’altezza significativa, con conseguente diminuzione delle forze che agiscono nel trasporto litoraneo dei sedimenti, e successivo spostamento dell’equilibrio verso un accrescimento della linea di battigia piuttosto che verso fenomeni erosivi." Eppure, come vedremo in seguito l'erosione devastane in corso è determinata anche da un importante blocco del trasporto dei sedimenti a cause di opere antropiche.

L'impatto visivo?
Anche per questo nessun problema e ci rassicurano con una foto simulazione nella quale accecati da un riflesso del sole che colpisce proprio chi vorrà accorgersi del parco, vediamo delle pale piccole piccole quasi all'orizzonte. Ma come dall'orizzonte?  ma se il parco sorgerà a sole 2 miglia! Il segreto è nella didascalia: "Vista da Licata" quindi a più di 10 km via mare. Le altre sono "Vista da Gela" 15 Km circa e "Vista da Scoglitti" 25-30 Km. Ma una dalla vista di chi il parco lo vedrà tutti i giorni da vicino (3810 metri)? Ossia dalla spiaggia del Desusino o dal Castello di Falconara?

Avrebbero potuto fare "Vista da Roma" e sono certo che nessuno si sarebbe lamentato!


Sta di fatto che nel preventivo leggiamo:

"IMPATTO VISIVO 3.1.1
Al fine di minimizzare l'impatto visivo del Parco eolico, la spaziatura tra gli aerogeneratori è stata incrementata da un minimo di 330 m (3 volte il diametro del rotore), imposto dal Decreto Assessoriale 28 Aprile 2005 e dalla Circolare n°14 del 26 maggio 2006 dell'Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali, agli attuali 450x800 m (ciò comporta sia una maggiore quantità di cavo di media tensione di collegamento tra gli aerogeneratori fornita e posata e una maggiore quantità di scavo subacqueo per il loro interramento sia un incremento della lunghezza delle fondazioni (profondità dei fondali più elevata)). Massima spaziatura degli aerogeneratori maggiore scavo subacqueo fornitura e posa delle maggiori quantità di cavo di collegamento tra gli aerogeneratori maggiore dimensione delle fondazioni € 5.414.500,00"

Il costo totale dell'opera stimato? € 149.868.568,06...la fortuna aiuta gli audaci mica gli ambientalisti!

Un altro punto inquietante ma "privo di effetti negativi" è il punto in cui i cavi sbarcheranno a terra.
Naturalmente si è scelto il punto più frequentato dai bagnanti, ai piedi di ciò che rimane del parcheggio. Nel punto dove le dune sono state spianate per dare spazio ad un bar, già attraversato un un canale di scolo di acque sospette provenienti da chissà dove e dove l'erosione ha causato i maggiori danni lasciando appena 6,5 metri di spiaggia mista ai detriti del parcheggio franato.
Se l'Amministrazione Comunale, malgrado le proteste, lascia una spiaggia "gioiello" in queste condizioni, si può contestare una ulteriore invasione? 

E così i bambini si potranno presto sdraiare su 136 MegaWatt posti a 1,5 metri sotto la sabbia.





Inizialmente le sottostazioni dovevano essere poste off-shore ma:
"A seguito delle indicazioni del GRTN (ex ENEL) che ha autorizzato l’allaccio solo all’elettrodotto a 220 kV, che passa a circa 7 km dalla linea di costa è stato necessario progettare la parte a terra dell’impianto, prevedendo la realizzazione di due sottostazioni elettriche (una di trasformazione a circa 1,5 km dalla costa ed una di consegna in prossimità dell’elettrodotto GRTN a circa 7 km dalla costa) e di due elettrodotti (entrambi interrati) il primo dalla linea di costa alla sottostazione di trasformazione ed il secondo da quest’ultima alla stazione di consegna."

Ovviamente si aggiunge una voce al preventivo:

"Al fine di minimizzare l'impatto ambientale, è stato pensato di interrare il cavo di alta
tensione fino in prossimità della rete elettrica nazionale (ciò comporta una maggiore spesa per la realizzazione del cavidotto e della fornitura e posa del cavo speciale di alta tensione)...
€ 6.210.824,58"

Anche in questo caso riescono a dribblare ogni tipo di vincolo ambientale!

"Queste opere pur essendo esterne alle perimetrazioni delle due aree protette sono localizzate a brevissima distanza da queste; pertanto è stata condotta la Valutazione di Incidenza.
I risultati della Valutazione di Incidenza non hanno evidenziato particolari impatti; è tuttavia opportuno programmare preliminarmente la fase di cantierizzazione. E’ da osservare che le aree interessate dai lavori sono esterne ai suddetti siti e che le opere si svilupperanno lungo assi viari (che delimitano i siti) che già di per sé stessi sono fonte di disturbo. Essendo tuttavia i siti in questione già abbastanza compromessi, soprattutto nelle aree limitrofe agli assi viari, si è ritenuto necessario non incrementare ulteriormente le forme di disturbo, soprattutto nei periodi più critici per la fauna (riproduzione e migrazione).
 
 
 E dire che nel 2008 l'ingegnere Martin Jakubowski esperto internazionale nel campo off-shore della Blue-H, venne a Gela ad illustrare l'off shore d'altura e cioè a 20Km dalla costa!
Una tecnologia che rende i generatori invisibili poiché collocati dietro la linea d'orizzonte, che prevede costi minori in quanto galleggianti e che sfrutta la maggior stabilità dei venti al lagro con una resa maggiore.
Evidentemente la Mediterranean Wind Offshore non tratta l'artico e in mancanza di politici sensibili e capaci di tutelare gli ambienti per i quali hanno creato invece i vincoli di tutela, ci beccheremo 38 pali nel Golfo a soli 3810 metri dalla riva.

Legambiente Gela da anni invita gli amministratori locali a farsi loro stessi promotori di un progetto di parco eolico off-shore che consorzi i comuni del Golfo, un modo da proporre e far realizzare un opera veramente ecologica e utile,  ma evidentemente erano occupati a fare altro.

E il Sindaco di Butera Luigi Casisi che fa?

A fine marzo 2013, in barba agli altri componenti del Coordinamento intercomunale ed interprovinciale contro il Parco Eolico, va a Roma al Ministero alle Infrastrutture ed ai Trasporti, ad una una conferenza di servizi che "mira a definire nei dettagli gli ultimi adempimenti operativi propedeutici alla realizzazione del primo parco eolico off-shore davanti alla spiaggia di Falconara e Manfria nel Golfo di Gela" e non dice perché!

"La cosa ci dispiace alquanto perché fa presupporre interessi differenti dagli altri ed un comportamento diametralmente opposto a quanto sin qui mostrato." dice il delegato locale della Cisl Salvatore Licata. "Sappiamo bene che dietro al progetto vi sono interessi giganteschi ma temiamo che il Governo, per il raggiungimento dei propri obiettivi, stia mettendo una pietra tombale sulle aspettative, in parte già realtà, di tutte le Comunità che si affacciano sul golfo di Gela in campo turistico".



- FINE? - 
P.S. Butera ha una pala eolica dal 2004...ma non ha mai girato!


giovedì 31 gennaio 2013

Desusino: interrogazione alla Commissione Europea

Ottenendo l'Interrogazione Parlamentare alla Commissione Europa chiudo un lungo ciclo di lavoro fatto attraverso il blog.

Sapevo che perseguire la strada delle responsabilità politiche non mi avrebbe portato a molto ma ritenevo importante lasciare una documentazione scritta per il futuro.

L'aver chiesto risposte alle amministrazioni locali, attraverso interviste, lettere aperte, incontri, sit-in e consigli comunali (dove ho persino fatto verbalizzare l'esigenza di individuare le responsabilità di questo delitto ambientale), mi ha messo davanti alla classica scena che si ha davanti agli occhi quando accendi improvvisamente la luce e gli scarafaggi, in un istante, corrono a rintanarsi nei loro buchi!

Le condizioni in cui versa il Desusino restano il loro biglietto da visita.
Il Desusino è un curriculum che descrive la loro incapacità, il loro disinteresse la loro scarsa sensibilità.

Il loro orgoglio, misero, si manifesta solo quando nei siti istituzionali sottolineano che il Desusino oltre ad essere protetto da "rigidi" vincoli paesaggistico/ambientali (che non sono in grado di far rispettare), è anche e soprattutto un S.I.C.

S.I.C. significa "Sito di Interesse Comunitario" e quindi mi sembrava doveroso, per amore di quella contrada, spingermi fino al Parlamento Europeo.

Dopo varie peripezie e un magistrale lavoro diplomatico fatto da Cinzia Girardo otteniamo l'interrogazione...ma non fatevi illusioni.

Purtroppo la risposta ottenuta non fa altro che confermare che il problema è la nostra politica ma almeno questo risultato limita il campo dello scarica barile.

Capitolo chiuso e finestre aperte…ora dobbiamo far cambiare l'aria e ripartire!







sabato 5 maggio 2012

Le sorti del Desusino nei Programmi Elettorali


Il 6 e 7 maggio i cittadini buteresi dovranno scegliere tra la padella e la brace.

Loro sono interessati più che altro ai miracoli per il "paese" mentre per una questione di priorità, non badano molto al Desusino (che in fondo non considerano più di tanto parte del paese stesso). 

E' come quando devi ristrutturare l'appartamento e ti preoccupi prima del bagno, della cucina, della camera da letto e se avanzano soldi allora aggiustano anche il ripostiglio.

Per loro il Desusino è il luogo dove stipare quattro forestieri in estate e da cui ricevere l'Ici d'inverno. 

Per me invece è la parte più ricca che hanno (lo capiranno mai?) e per questo ho deciso di porre dieci domandine semplici semplici a Luigi Casisi e a Gaetano Carluzzo, non perché creda ai miracoli (altrimenti non li chiederei a loro) ma perché voglio che si espongano un po'.

Ho fatto pubblicare il testo su Buteraweb (che ringrazio) e con ogni probabilità verrò ignorato.



"Gentile Sindaco uscente Luigi Casisi e gentile candidato Sindaco Gaetano Carluzzo,

come sapete da anni attraverso il blog http://desusino.blogspot.it/ e il gruppo Facebook S.o.s Desusino mi interesso attivamente alla salvaguardia della nostra splendida costa.
Se il mio impegno in entrambi i siti web non ha raccolto risultati tangibili ha almeno (e non è poco) creato una memoria storica sullo stato di degrado del litorale buterese e sulle (non) azioni delle istituzioni che dovrebbero proteggerla e valorizzare.
Ricordandovi che il Desusino è un sito di interesse comunitario e in difesa di esso vigerebbero due vincoli ambientali-paesaggistici e che malgrado questo attualmente la Regione Siciliana -Dipartimento di Prevenzione - Laboratorio di Sanità Pubblica di Caltanissetta ha segnalato la presenza di pericoli di dissesto e degrado, evidenziando potenziali pericoli per la pubblica incolumità, motivo per cui anche quest'anno sarà vietata la balneazione in gran parte delle nostre spiagge, vi pongo alcune domande al fine di orientare al voto i cittadini interessati alle sorti della Marina di Butera:

Vi chiedo quindi in vista delle imminenti votazioni, quali sono gli interventi di valorizzazione e salvaguardia per il Desusino previsti nei Vostri programmi elettorali.

Vi chiedo se, una volta eletti, intenderete intraprendere finalmente un’azione legale nei confronti del comune di Licata per l'estensione del porto turistico, considerato in un documento messo a disposizione dal Comune di Butera, la maggior causa dell'erosione subita dalla nostra costa.

Vi chiedo come intendete ottenere risorse economiche per il Desusino e di quanto prevede di disporre.

Vi chiedo con quali azioni intendete contrastare il degrado del Desusino.

Vi chiedo qual'è il Vostro concetto di sviluppo Turistico e come pensate di incrementarlo.

Vi chiedo se per questo, pensate di collegare il Desusino e la costa buterese con il centro di Butera e i paesi limitrofi attraverso mezzi pubblici.

Vi chiedo quali sono i primi rimedi che porrete, in vista dell’imminente stagione balneare, per rendere il Desusino fruibile al turismo con un minimo di dignità.

Vi chiedo se intendete almeno rimuovere le pericolose macerie presenti in spiaggia a causa del crollo del piazzale.

Vi chiedo se il Vostro programma elettorale prevede investimenti sulle energie rinnovabili.

Infine vi pongo una domanda di interesse più ampio, chiedendovi se durante il Vostro mandato prevedete di fare approvare il Piano Regolatore Generale.

Certo di un rapido riscontro vi auguro un buon lavoro.

Cordialmente

Enzo Napolitano"



giovedì 16 giugno 2011

...e intanto il Desusino MUORE!





Negli ultimi 50 anni abbiamo perso 90 metri di spiaggia e di questi 20 metri sono spariti sotto gli occhi ciechi della Amministrazione Casisi che ritiene comunque di avere le carte in regola.

E' passato quasi un anno dal Sit-in organizzato al Desusino durante il quale i nostri politici hanno giustificato, a modo loro, l'insuccesso del loro (non) operato.

Era il 13 Luglio 2010 e l'Assessore Vassallo con delega Territorio - Ambiente inveiva contro la Regione Sicilia dalla quale pretende 24.000.000 di euro per un intervento risolutivo contro l'erosione.
Urla che è vergognoso che il 97% degli stanziamenti europei vengano restituiti alla Comunità senza essere spesi e la sua rabbia è condivisibile.

7 giorni dopo una delegazione Comunale viene ricevuta all'Assessorato Ambiente e Territorio della Regione e i malumori spariscono.
La cordialità e il rispetto reciproco tra le istituzioni cola dalle pagine dei giornali che il giorno seguente annunciano l'impegno di finanziamento da parte della Regione che si permette però di chiedere a chi pretende, un semplice progetto preliminare entro il settembre 2010, giusto per concedere i primi finanziamenti sulla base di qualcosa di documentato.

Peccato che il Comune di Butera non abbia mai presentato quel progetto (forse interpretando la richiesta della Regione una insopportabile mancanza di fiducia) e che altri soldi verranno restituiti all'Europa senza essere spesi.

E' la maledizione del Desusino, un sito di interesse "Comunitario" che non riesce a ricevere finanziamenti "Comunitari"...manca un anello di congiunzione!

Così nella contrada rimane lo scempio e la voce dell'Assessore all'Ambiente portata dal vento...
"Vergogna" gridava Vassallo "Vergogna!"







lunedì 24 maggio 2010

Dal vincolo di Tutela al Pericolo di Morte





























Un giorno Il Sindaco di Butera Luigi Casisi mi disse:

"Per quanto concerne il mare a mesi uscirà un primo bando, sperando che non ci chiedano un progetto esecutivo per il rispetto del patto di stabilità, in quanto siamo in possesso di preliminari presentati all'inizio del 2009 con il nuovo PAI. Fortunatamente rientriamo nelle tipologie R4 ad alto rischio erosivo e come priorità 1, quindi per i punteggi che accreditano sarebbe finanziato anche un preliminare."
Era il 12 maggio 2010.

Sono andato a cercare il significato di "Fortuna" nelle "linee Guida per la predisposizione dei Piani di Protezione Civile provinciali e Comunali in tema di Rischio Idrogeologico" che a riguardo della classe R4 che dice:

RISCHIO MOLTO ELEVATO:
per il quale sono possibili LA PERDITA DI VITE UMANE e LESIONI GRAVI ALLE PERSONE, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socio-economico.

Forse prendo le cose troppo sul serio io ma mi stupisce la calma con cui i responsabili della nostra terra prendono le cose!

Poco prima di scoprire quanto siamo fortunati, in seguito alla disgrazia di Ventotene dove due giovani studentesse persero la vita per il crollo di una parete di tufo e argilla, scrissi al Sindaco:

"Caro Sindaco, rifletta sulle pareti tra il Desusino e Falconara... continuano a franare pericolosamente! Saluti"

era il 21 aprile 2010 e il giorno dopo fui liquidato con la seguente risposta:

"carissimo signor napolitano, non è simile a Ventotene anche perchè si è impossibilitati ad accedere.....cmq verificherò grazie".

Non potei fare a meno di controbattere:

"Caro Sindaco mi costringe sempre a contraddirla! si accede benissimo tanto che mi è stato possibile documentare il tutto con foto che mostrano il deterioramento di quelle pareti e le assicuro che li sotto ci passa diversa gente...mi dispiace dirglielo, ma questo sottolinea che non conosce il posto poiché non lo frequenta. Inizi a verificare di persona di tanto in tanto. grazie"

Pare che non mi sbagliassi e così il 24 aprile fu costretto a dire:

"sempre che mi anticipa...
ho verificato l'accesso a mare non c'è,mentre esiste questo pericolo per chi transita lungo la costa. il 27 aprile abbiamo convocato una conferenza dei servizi alla capitaneria di porto di gela per la sicurezza e la salvaguardia della costa di loro competenza, che mi permetterà di denunciare i problemi a rischio di tutto il nostro litorale.grazie"

Naturalmente un paio di stradine per accedere a queste benedette pareti ci sono ma non voglio insistere più di tanto, mi sembra già chiara la risposta che ho avuto.
Ho chiesto se poteva informarci sui contenuti della conferenza ma il Sindaco non ha ritenuto necessario metterci al corrente di quanto è stato detto e deciso.

La mia logica però è sempre più in conflitto con i fatti.

Mi sembra già piuttosto umiliante presentare alla generazione futura un luogo che, malgrado goda (si fa per dire) di un rigido vincolo paesaggistico ambientale dal 1987, versi in questo stato ma che addirittura oggi sia a RISCHIO di PERDITA DI VITE UMANE e LESIONI GRAVI ALLE PERSONE non mi fa dormire la notte!

E poi mi chiedo: è possibile che sia consentito l'accesso alle persone in una spiaggia dichiarata di interesse comunitario ma con PERICOLO DI MORTE ora che inizia la stagione?

Nel marzo del 2008 Il comandante della Capitaneria di Porto di Gela (la stessa con cui Casisi ha avuto la conferenza il 27 aprile), Raffaele Macauda ha emesso un'ordinanza con la quale vieta la sosta di mezzi ed il transito di persone oltre che qualsiasi forma di attività turistico- balneare e sportiva nella zona di Desusino ed in particolare nel piazzale adibito a parcheggio il cui muretto sul lato fronte mare è crollato sulla battigia per un tratto di 40 metri.

Non capisco, non ce la faccio proprio ma di una cosa sono certo...
...Se il futuro dipende da questa politica illuminata...siamo nella merda!

lunedì 10 novembre 2008

Casisi (Sindaco di Butera), La porto a fare una passeggiata nella Sua spiaggia





Se il video non dovesse partire cliccate qui e lo vedrete tramite Youtube o andate in fondo alla pagina.



Mentre il Sindaco farfuglia improbabili difese alla stampa sulle implicazioni che lo vedono coinvolto insieme a tutta la sua Amministrazione nel caso dei villaggi turistici del territorio Buterese, in preda a manie di persecuzioni e con dichiarazioni in perfetto stile berlusconiano, il Desusino viene ingoiato dal mare e dalla ignoranza.
Il quotidiano La Sicilia il 28 ottobre 2008 riporta:
Butera. Non ci sta il sindaco Luigi Casisi e, di fronte a presunte condotte omissive che avrebbe messo in atto la sua amministrazione nella vicenda riguardante il rilascio delle certificazioni urbanistiche a due villaggi turistici ubicati in territorio di Butera, replica con fermezza. «In relazione a presunte condotte omissive da parte di questa Amministrazione Comunale - ha affermato ieri in una nota - respingo fermamente tale affermazione, che è destituita da ogni serio fondamento».... ...Luigi Casisi ha infine rilevato: «Ogni riferimento denigratorio è da ascrivere ad un vero e proprio attacco alla politica per lo sviluppo della nostra città e del comprensorio». Un attacco che lo stesso sindaco ha definito strumentale: «L'Amministrazione Comunale non accetta, né è disposta a prestare il fianco ad alcuna forma di speculazione su questa vicenda. Avremo modo di chiarire la vicenda nelle sedi opportune, per la salvaguardia dell'immagine e dell'operato, rispettosissimo delle leggi vigenti, di questo comune»....
Intanto dovrebbe dirci da parte di chi, visto che sembra sicuro di ciò che afferma, altrimenti non posso che dedurre che Lei crede ancora al Lupo Nero.
Sviluppo della nostra città e del comprensorio?
Dopo aver visto le immagini che Fabrizio mi ha mandato quando, attraverso il forum di ButeraWeb, avevo richiesto di documentare lo stato di salute della ex-spiaggia che da una recente foto mi era sembrata degenerata, ho capito che quest'uomo sta delirando.
Il delirio Casisi continua in una intervista telefonica rilasciata al TG10 il giorno seguente nella quale sostiene che "chissà chi e chissà perché" vogliono fare fuggire gli investitori dall'unica parte della Sicilia in fase di sviluppo.
Fare delle previsioni nei miei post precedenti era stato facile.
Scrivevo che già nei primi giorni di settembre affioravano, dal pezzo di spiaggia coperta illegalmente da sabbia da muratura, i resti del vecchio muro e che presto saremmo tornati al punto di partenza. Ci saranno nuovi divieti di balneazione per la pericolosità del luogo e il Sindaco parla di sviluppo...la vada a raccontare a Zelig!

Stiamo parlando di una spiaggia coperta da vincolo paesaggistico e tutela ambintale, atto a salvare oltre al paesaggio, piante e animali protetti.
Ricordo che sono stati spesi circa 14.000 (quattordicimila) euro per quello che oggi (che il mare ha scoperto tutto) non dovremmo più chiamare "opera di ripristino", ma con il suo vero nome: Truffa a danno dei contribuenti.
Lo scempio è costato circa 2.350 euro al mese di soldi nostri, poichè la "truffa" è partita a giugno 2007
E per tale truffa, intendo mettere in piedi una petizione al fine di denunciare il Comune di Butera.
Anche da solo piuttosto, ma lo faccio...io per il principio mi farei anche uccidere!
Questa è la sua spiaggia signor Sindaco...gliela mostro, sperando che un giorno Lei mi faccia vedere la sua dignità, anche se oggi dubito che la possegga.

P.S.
Prima di guardare il video vi consiglio di munirvi di malox...io vado a vomitare.

martedì 28 ottobre 2008

Sikania Resort e Falconara Resort sotto inchiesta





In un post di maggio dicevo che al Desusino c'è un clima da Far West.
Sembra che io non sia l'unico a pensarla così, anche se dopo questa notizia avrei voluto che fosse stata solo una sensazione!!!

dal "TG 10" del 27 Ottobre 2008


Insediamenti turistici senza regole, a Marina di Butera, come la corsa all’oro del far west. Chi ha realizzato i villaggi vacanze lo ha fatto con regolare licenza ma avrebbero iniziato l’attività alberghiera e di ristorazione senza le prescritte autorizzazioni. Lo affermano i carabinieri dei Nas di Ragusa, che, dopo un paio di sopralluoghi e precise osservazioni inviate all’amministrazione comunale, hanno proceduto a trasmettere alla magistratura di Gela un voluminoso dossier nel quale si ipotizzerebbero precise responsabilità a carico dei titolari di due strutture turistico-alberghiere e del sindaco di Butera, Luigi Casisi.
I complessi balneari sotto inchiesta sono l’Eden Village della Sikania Resort, di contrada Tenutella, facente capo all’imprenditore messinese Franza, e la Top Service 2 della Falconara Resort.
Proprietari e gestori, anche se qualcosa era ancora da sistemare, furono presi dalla fretta di aprire le porte ai turisti dai quali avevano già preso i soldi anticipatamente per far trascorrere loro le loro vacanze in Sicilia. Pensate che l’Eden Village ha lavorato tutta l’estate con acqua portata da autobotti, 24 ore su 24.
Fu a luglio che i Nas, insieme con il personale dell’ufficio di Igiene del distretto sanitario di Gela, appartenente all’ausl n.2 di Caltanissetta, effettuarono controlli capillari nelle due strutture ricettive.
In entrambe, sarebbero state riscontrate imprecisate carenze igieniche nei servizi, nelle cucine e nella piscina. Ma soprattutto i gestori sono risultati privi di certificati urbanistici di agibilità e di abitabilità.
Fu emessa diffida e redatto verbale che venne trasmesso al SIAN il servizio di igiene, alimenti e nutrizione dell’ausl di Caltanissetta. Ma ad un secondo controllo sarebbero state riscontrate quasi le stesse identiche carenze. Il sindaco di Butera, informato dei fatti, non avrebbe emesso alcun provvedimento nel rispetto delle norme urbanistiche e sanitarie.
Probabilmente, oggi, i Nas, venuti a Gela per una ulteriore verifica, avrebbero potuto procedere anche al sequestro delle strutture sotto inchiesta. Ma sia l’Eden Village di Tenutella che la Falconara Resort sono stati trovati chiusi perchè nel frattempo hanno concluso l’attività in coincidenza della fine della stagione estiva, che da noi ha coinciso non col 21 settembre ma con metà mese.

Da La Sicilia 28 0ttobre 2008


Violazioni urbanistiche ed igieniche: due villaggi turistici nei guai

Hanno svolto attività ricettiva e di ristorazione senza attendere il rilascio delle certificazioni urbanistiche necessarie e tralasciando il rispetto di alcune norme igieniche: queste accuse muovono i Nas di Ragusa e l'Igiene pubblica di Gela ai titolare di due villaggi turistici siti nel territorio di Butera in un'informativa inviata alla Procura della Repubblica. Nella stessa viene segnalato il silenzio dell'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Casisi che, informato delle irregolarità riscontrate nei due villaggi turistici, non ha fatto nulla per reprimerle.
I due villaggi oggetto dal luglio scorso di serrati controlli ispettivi sono l'Eden Village/Sikania Resort del gruppo Franza che si trova a Tenutelle ed il il Top Service 2/Falconara Resort. Durante il primo controllo effettuato nel luglio scorso Nas e personale dell'Igiene Pubblica verificarono l'assenza di certificazioni urbanistiche quali l'agibilità dei locali e di tutte le strutture annesse cioè piscine, ristorante, centro estetico e quant'altro. Insomma avevamo aperto anzitempo e lavorato per un anno e mezzo senza attendere le dovute autorizzazioni.
Inoltre vennero riscontrate varie carenze igieniche: in un caso, quello dell'Eden Village, la piscina era stata riempita con acqua di autobotti non potabile e non si facevano i controlli periodici della qualità delle acque, in un altro caso si è riscontrato qualche gabinetto non agibile, nelle cucine promiscuità di alimenti e mancato rispetto dell'autocontrollo interno. Dopo la prima ispezione i risultati furono comunicati all'Amministrazione comunale di Butera per i provvedimenti di competenza ed al Sian (Servizio igiene, alimenti e nutrizione) di Caltanissetta. Il Comune di Butera non prese alcun provvedimento. Passati due mesi, Nas ed Igiene Pubblica sono tornati alla carica e riguardo alle autorizzazioni hanno trovato l'identica situazione di luglio. Non hanno chiuso d'imperio i due locali perchè nel frattempo è cessata l'attività stagionale ma hanno deciso di denunciare la situazione dei due villaggi ed il silenzio dell'Amministrazione comunale all'Autorità giudiziaria.
Fin qui la vicenda resa nota ieri dagli autori dei controlli. Spetta ora alla magistratura verificare la situazione e, se risulterà a vero, punire, come prevede la legge, eventuali abusi commessi e dai titolari e dall'Amministrazione comunale.
M.C.G.




Ho mal di stomaco... vado a vomitare!

Dolce & Gabbana sotto il Castello di Falconara

Non è solo una spiaggia ma:

Nel 1994 fu girato uno degli spot pubblicitari più belli.
Chi sa apprezzare la bellezza scelse come location il nostro castello.
Sembra che soltanto chi dovrebbe tutelarlo non si accorga di tale meraviglia.
Oggi, tra quelle scenografie naturali, sorge un lussuoso albergo per VIP (Charming house & resort ****)
a quali mostriamo, privi d'orgoglio, l'incapacità di apprezzare simili tesori.
In Liguria hanno trasformato spiagge di ghiaia e pietre in miniere d'oro, noi miniere d'oro in discariche.
Villeggiamo tra l'immondizia e non dispensiamo da questa neanche i nostri ospiti.

Dai Profumi alla Spazzatura

Dai Profumi alla Spazzatura
Spiaggia di Falconara, Hotel Charming house & Resort ****

Una truffa chiamata ripristino

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